Inquisizioni Musicali II - Boris Porena [1975] - Testi di inessenzialità

domenica 7 dicembre 2008

I.2(3) Pomeriggio illustrativo di Kinder-Musik a Firenze

3. Pomeriggio illustrativo di Kinder-Musik

[A123] 3. Firenze, 26 giugno 1973: pomeriggio illustrativo di Kinder-Musik. Partecipanti: una ventina tra bambini delle elementari e ragazzi della media; una quarantina di insegnanti (non solo di musica e non solo di scuola media). Microfono, registratore, altoparlante. Esperimenti: domande di approccio («vi piace la musica?» – «ne avete sentita e dove?» – «chi di voi studia musica?», ecc.); imitazione di un temporale: vento (sibilo e ululo), pioggia (dita su legno), tuono (crash al microfono), densità e intensità degli eventi in aumento poi in diminuzione (effetto di avvicinamento-allontanamento); suono mobile (vedi esperimenti di Bologna), prima onomatopeico, poi autonomo (r ed s in moto incrociato); crescendo-diminuendo per aumento-diminuzione di densità (entrate guidate dall’apertura delle braccia, suoni simili o diversi, preordinati o imprevisti); improvvisazione di tre gruppi (suoni bianchi, flauti, percussione) e di un vocalista con microfono (giudizio al riascolto: monotono, confuso, inarticolato); altra improvvisazione, come sopra (unanimemente riconosciuta migliore, perché più varia, più conseguente negli spunti associativi ecc.); improvvisazione al microfono (soli e piccoli gruppi, a rotazione fra tutti). Discussione: 

a) con i ragazzi: «divertente» – «fa passare il tempo» – «è musica» – «ci abitua a far musica tutti assieme» – «ci abitua a regolarci gli uni sugli altri, ad ascoltarci, poi a intervenire, a organizzarci»; 

b) con gli adulti (consenso unanime – nel senso che non si sono avute opposizioni dichiarate): accostamento alla problematica musicale di oggi (Stockhausen, Cage, improvvisazione ecc.); esperienze socializzate e socializzanti; educazione all’ascolto attento; stimolazione di creatività; attività espressiva, liberatoria (critica mia ai concetti di creatività, espressione, liberazione e tentativo di ricondurli a una matrice relazionale, sociale: perché si abbia espressione occorre almeno un ricevente che la interpreti come tale ecc.); segnalazione di esperienze analoghe condotte all’estero; segnalazione di esperienze analoghe condotte con adulti; possibilità di utilizzazione di Kinder-Musik nell’educazione di bambini spastici o subnormali; opportunità di elaborare un metodo sulla traccia di Kinder-Musik e di esperienze analoghe; notata e additata alla riflessione la convergenza tra momento pedagogico e momento propriamente compositivo; «qui si è effettivamente parlato di musica, cosa che di rado accade tra i musicisti» (Paolini); riconoscimento della necessità che la musica ritorni nel mondo, ancori i suoi problemi a quelli della società, riconquisti quella funzione primaria, comunicazionale e agglutinante, che la recente dispersione in ambiti sovrastrutturali (cultura di élite) aveva quasi del tutto cancellato.

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