Inquisizioni Musicali II - Boris Porena [1975] - Testi di inessenzialità

domenica 7 dicembre 2008

Tecnico solo in parte

[A1112] In questo primo anno di attività il nostro corso sperimentale di composizione si è andato sempre più chiaramente configurando come un nodo (uno dei tanti) del discorso musicale generalizzato. L’aspetto propriamente tecnico, nelle sue fasi –didattica, apprenditiva, produttiva–, lo ha caratterizzato solo in parte, ampio spazio essendo stato dato alle discussioni sulla musica come progetto semiologico, come una delle reti comunicazionali della società. Sia nella produzione ‘in note’ sia nel discorso provocato e alimentato anche all’esterno, non è mai mancato il momento autogenerativo, lo sfruttamento cioè del ‘rumore di fondo’, dell’alea informativa offerta dall’ambiente, nel processo di formazione e di trasformazione del discorso stesso. Uno di noi ha giustamente osservato che certi esercizi compositivi, pur circoscritti al problema dell’individuazione semiintuitiva di elementi ‘stilistici’, tenevano conto dell’attuale situazione postcagiana, anzi solo dal cosciente rapporto con essa traevano il loro significato. Altri lavori forniscono invece interessanti indicazioni sulla possibilità di un approccio compositivo tecnicamente corretto partendo dall’oggi anziché dall’ieri (magari per risalirvi qualora sorga un effettivo interesse). Ancor più l’azione autoregolatrice e autostrutturante del gruppo è apparsa evidente nel rapido aggiornamento del discorso globale sulla musica e nell’affiorare in esso di progetti ‘compositivi’ coinvolgenti l’intera traiettoria comunicazionale, dalla fase produttiva a quella ricettiva, coinvolgenti cioè un (ideale) pubblico. Individualmente ciascuno di noi credo abbia sentito trasformarsi il discorso al passaggio attraverso il nostro gruppo: l’entità del cambiamento, la quantità di nuova informazione prodotta non è qualcosa di valutabile in senso assoluto, ma va considerata in relazione alle condizioni locali. Se qualcosa di più largamente utilizzabile si è prodotto o si potrà produrre, non è possibile riconoscerlo qui e ora; qui e ora non abbiamo che le nostre impressioni personali, tra le quali cito la mia come l’unica di cui ho effettiva conoscenza, e la citazione è costituita appunto da questa relazione, sulla cui attendibilità non c’è che da interrogare i miei –diciamo cosí– allievi.

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