Inquisizioni Musicali II - Boris Porena [1975] - Testi di inessenzialità


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venerdì 3 ottobre 2008

90. Meccanismo binario

Il meccanismo ‘a-r-d’ in realtà è un meccanismo binario in quanto solo r e d hanno carattere oppositivo, a essendo piuttosto una conditio sine qua non di ambedue, la facoltà cioè di spazializzare il tempo, la memoria. A sua volta l’intero meccanismo non costituisce ancora un sistema di analisi, ma è la conditio sine qua non di ogni processo analitico. Parimenti, ‘a-r-d’ non è in grado da solo di produrre delle forme, ma nessuna forma sarebbe producibile (perché, oltretutto, nessuno sarebbe in grado di riconoscerla) se non funzionasse il meccanismo in questione.

89. Scarsamente informativo

L’indicatore ‘a-r-d’ è, per la sua generalità, scarsamente informativo (uno schema dà tanto più informazione quanto più è particolareggiato; gli schemi generali danno aree di probabilità informativa troppo estese per consentire una utilizzazione ‘utile’). Andrebbe quindi sviluppato secondo un albero generativo di tipo chomskiano, ma assai piú articolato. Occorrerebbe anche un’analisi delle facoltà che costituiscono l’a priori di questo meccanismo: la memoria come capacità di proiettare la dimensione tempo in uno spazio immaginario (annullamento della successione cronologica nella contiguità spaziale del ricordo).

88. Nessun codice ne disciplina l’uso

Talvolta il meccanismo ‘associo-riconosco-distinguo’ funziona sí a livello percettivo, registra cioè affinità e differenze, ma non sa iscriverle in una sequenza sintattica né riferirle a un paradigma, non sa cioè utilizzarle come ‘valori’ perché nessun codice ne disciplina l’uso. Può anche accadere che la mancata iscrizione in un codice determini, addirittura a livello percettivo, una sorta di divieto di transito per certe informazioni (vedi per esempio il caso dei cosiddetti ‘stonati’; vedi anche le diverse utilizzazioni dei parametri nelle culture musicali; vedi le correzioni ottiche e acustiche a scarti, anche grandi, non codificati; vedi la difficoltà di utilizzazione del parametro stereofonico). D’altronde l’iscrizione a codici diversi può portare a risultati che apparentemente contraddicono il meccanismo ‘a-r-d’; identità vengono avvertite come differenze e viceversa. Identità e differenze sono infatti sempre relative al codice (ai codici) che le registra(no) e la nostra mente è in grado di riferire i dati in arrivo (messaggi) a piú di un codice. È il meccanismo che ha pretesa di generalità, non il sistema cui esso volta per volta si applica (differenza da Linneo).

87. Validità universale?

Il meccanismo dell’ ‘associo-riconosco-distinguo’ ha indubbiamente una validità molto estesa (universale?) ed è riscontrabile non solo nei processi conoscitivi o produttori di significato (piú in generale in ogni sistemazione semiologica di dati percepiti o prodotti dalla mente), ma anche nei processi generativi del vivente (vedi evoluzione della specie, genetica, microbiologia, evoluzione sociale, tecnologica, storia delle attività umane ecc.) e nelle sue stesse forme di organizzazione (cellula, individuo pluricellulare, popolazione, società, civiltà, cultura ecc.). Hanno per contro validità limitatissima i criteri che definiscono l’‘associabile’, il ‘riconoscibile’, il ‘distinguibile’. Questi criteri sono sempre dipendenti da uno o piú codici, fuori dei quali la loro applicazione non ha alcun senso. I messaggi genetici sono leggibili solo nell’ambito della stessa specie – l’altezza (relativa) dei suoni è un carattere distintivo della lingua cinese, non della nostra – una pulce non distingue tra un cane maschio e un cane femmina – un cane non riconosce come uguali due forme che lo sono ma hanno diverso odore. Nella musica in particolare il meccanismo dell’ ‘associo-riconosco-distinguo’ è strettamente legato ai codici parametrici elaborati dalle tradizioni. Solo il riconoscimento analitico di quei codici (non basta quindi la competenza) permette di estendere il meccanismo all’esterno di essi – per esempio al ‘distinguo’ tra codici differenti (educazione alle musiche non europee, alla autonoma produzione di codici ecc.).

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